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precisazione
precisazione
Io dal 2004 mi muovo sulla sedie a rotelle ed un pò con il bastone canadese, perchè colpito da una emiparesi destra da " ictus cerebri ". All'inizio avevo qualche difficoltà nell'adoperare il braccio destro, poi, lentamente recuperato. Ma già prima di allora usavo il P.C. e scrivevo per alcuni periodici. Inoltre ero cosio accademico del Gruppo Italiano Scrittori di Montagna. Non ho mai avuto difficoltà a scrivere, scrivevo, scrivo, continuo a scrivere non ostante i miei 88 anni raggiunti il 21 maggio 2010.
Cercate di ricordarlo.
Cordialmente
Arrigo Curiel
Re: precisazione
Salve, sono abituato a confrontarmi, a studiare date e luoghi, personaggi e battaglie, le certezze granitiche e i dogmi sono ostacoli pregiudizievoli.
La Storia necessita di più fonti e valutazioni imparziali.
La mia è solo una precisazione di carattere puramente filosofico, nulla di personale.
Re: precisazione
PADRE E FIGLIO M.O.V.M.
Simoni Gastone, nato nel 1917 a Roma, capitano in s.p.e. cavalleria, 187° Rgt. Div. Folgore. Allievo del Collegio Militare di Roma e poi dell'Accademia Militare di Modena, fu nominato sottotenente di cavalleria nell'ottobre 1937. Dopo aver frequentata la Scuola di Applicazione a Pinerolo, fu destinato al " Genova Cavalleria ", col quale partecipò dal giugnom 1940 alle operaqzioni di guerra svoltesi sulla frontiera occidentale e nell'aprile 1941 a quelle svoltesi contro la Jugoslavia e nei territori ex jugoslavi.Rientrato al deposito , chiese ed ottenne di essere trasferito nella specialità paracadutisti. Frequentò il corso presso la Scuola di Tarquinia e nell'agosto 1941 venne assegnato al IV Battaglione del 187° Reggimento della Divisione Folgore.Assunto il comando della 10^ Compagnia, nel luglio 1942 partì in volo per l'A.S. raggiungendo il fronte ad El Alamein. Era iscritto al IV anno di legge nell'Università di Roma.
Questa la motivazione della M.O.V.M.:
" Volontario in reparti paracadutisti, celava le sofferenze di precedenti infermità di guerra per non allontanarsi dai suoi uomini.In durissima battaglia, comandante di compagnia, sosteneva con indomita fermezza per più giorni consecutivi sotto incessanti bombardamenti terrestri ed aerei l'urto di fanteria e mezi corazzati nemici, costringendoli sempre a ripiegare, Vista la gravità del pericolo che correva l'intero schieramento, decideva con fulminea prontezza di contrassaltare; fatto impugnare le bottiglie incendiarie dai pochi uomini rimaqsti,con ardimento sovrumano si avventava alla loro testa contro carri armati infiltratisi riuscendo ad arrestarne alcuni ed a ricacciare gli altri. Nell'inseguirli oltre la cerchia del caposaldo, cadeva colpito a morte, coscientemente sacrificandosi per la salvezza del settore in un atto di disoerata audacia, il solo che in quella tragica situazione poteva ricacciare ancora una volta il nemico. Altissimo esempio di consapevole dedizione al dovere. Deserto Occidentale Egiziano, 23-27 ottobre 1942
Gaetano Simoni era figlio dell'eroico generale Simone Simoni, fucilato dai tedeschi alle Fosse Ardeatine, decorato di M.O.V.M.
Arrigo Curiel
Re: precisazione
COLLE DI SETTIGNANO
I paracadutisti Goffredo Aramini e Angelo Grieco, caduti, e Carmelo Italia gravemente ferito, appartenevano alla mia squadra, 33^ compagnia, XI battaglione, 185° reggimento della Divisione Nembo. Rientrato in Italia, per le ferite riportate nella battaglia di El ALAMEIN il 2 novembre 1942, avevo deciso di affrontare 2.000 chilometri, con mezzi di fortuna, seguendo le colonne dell'Asse, in ritirata verso Tripoli, anzichè rimanere all'Ospedale da Campo 330 e finire prigioniero dagli Inglesi. Ottenuta la riabilitazione ai lanci ero stato assegnato a quel reparto.
Rtitornavamo da una esercitazione al poligono di tiro, quando in quella stradina ripida e tutta curve, costeggiata da alti muri, il selciato si tinteggiò di sangue. Una tragica fatalità che più volte colpì la 33^ compagnia.
Un grosso autocarro che, rotti i freni, piombava sugli uomini in marcia, nel grido confuso di quelli che cercavano riparo, nello strazio dei corpi martoriati.Li ho visti, inorridito, con gli sguardi che sembravano increduli, distesi sul selciato che si colorava di rosso.
Grieco aveva una grossa ferita al ventre, Italia sembrava scotennato, Aramini era in preda a forti convulsioni. Molti altri erano feriti.Lassù si spalancava un cielo inondato di luce, tano bello anche quando l'ombra delle nuvole passava e nascondeva il sole. Stentavo a credere quanto era accaduto, come se un sipario fosse calato davanti ai miei occhi, riempiti di lacrime,ma ebbi la forza di non farle scendere sul viso.
Subito dopo le mani si erano tese nel soccorso e si erano udite le prime parole di pietà e di dolore, mescolate agli ordini dei comandanti ed alle grida dei feriti. Quasi alla sommità del colle, la strada si snoda in lieve declivio, in una specie di sella, e poi riprende a salire, tra pini, rovi e filo spinato fino al confine di Fiesole.
ARAMINI E GRIECO SIETE RIMASTI CON NOI E TRA NOI, NEL RICORDO E NELL'AMORE. SIETE RIMASTI FRA NOI CON I VOSTRI GESI E LE VOSTRE PAROLE ED ANCHE CON I VOSTRI PENSIERI SONO ORA NELLE NOSTRE MENTI.
BASTA PRONUNCIARE UNO DEI VOSTRI NOMI PERCHE' SUBITO CI COMPAIA UN VOLTO ED UN VOCE RISUONI ALLE NOSTRE ORECCHIE, E I NOSTRI OCCHI SEGUANO IL GESTICOLARE DELLE MANI, E SCOPRANO UN SORRISO, O VI COLGANO NELL'ATTO DI PRONUNCIARE UN MOTTO DI SPIRITO OD UNA FRASE DURA, O TRISTE O SCHERZOSA.
VOI SIETE RIMASTI IN NOI, PERCHE'NOI, I SOPRAVVISSUTI, POSSIAMO TROVARE NELLA VOSTRA GRANDEZZA, UN PRETESTO O UN RIPARO PER LA NOSTRA MESCHINITA'; PERCHE' PARLANDO DI VOI, NOI POSSIAMO SENTIRCI PIU' VERI ED IMPORTANTI E MASCHERARE LE NOSTRE DEBOLEZZE...
QUALCUNO DI VOI E' RIMASTO E NESUNA FORZA UMANA POTRA' MAI DISTRUGGERLO, PERCHE' NON E' UN SIMBOLO INCISO SUL FERRO O SULLA PIETRA, MA E' QUI, DENTRO DI NOI; E' UNA FORZA CHE AD OGNI NOSTRA INCERTEZZA CI SPINGE A PROSEGUIRE, ED E' FORSE LA VERA ESSENZA DLLA NOSTRA VITA.
SIETE MORTI PERCHE' IL PIANTO DELLE VOSTRE MADRI DIVENISSE GEMMA PREZIOSA CHE IRRADIA PIETA' E AMORE E PERCHE', NELLE ORE PIU' OSCURE DELLA NOSTRA VITA, RESTASSE ANCORA IN NOI, QUALCOSA IN CUI CREDERE.
PERCHE'E' QUALCUNO IN CUI VOI AVETE CREDUTO.
ARRIGO CURIEL
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