Il 185° Reggimento Ricognizione e Acquisizione Obiettivi FOLGORE (comunemente conosciuto 185° RAO o RRAO) fa parte del bacino FOS, Forze Operazioni Speciali. 

Ha sede a Livorno e deriva dal 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti. 

Storia

Il Reggimento trae le sue origini dal primo reparto di artiglieria paracadutisti si costituisce ufficialmente il 28 agosto 1941 a Tarquinia (VT); si tratta del I Gruppo di Artiglieria Paracadutisti.L'unità sarà seguita dal II Gruppo il 15 gennaio 1942 e completata il 10 marzo 1942 dal III Gruppo, dalla batteria servizi reggimentale e dal Comando di Reggimento prendendo la denominazione di Reggimento Artiglieria per Divisione Paracadutisti nella quale è inserito.

Il 27 luglio 1942, con l'impiego africano della Divisione, il reggimento diviene 185° Reggimento Artiglieria "Folgore". Rinforzato da artiglierie di vario calibro delle divisioni "Pavia" e "Trieste", affronta lo scontro di El Alamein e, nell'impari lotta contro le soverchianti forze dell'8^ Armata britannica, il 185° segue le sorti della Divisione, scomparendo ufficialmente dai ruolini del Regio Esercito l'8 dicembre 1942.

Il 1° luglio 1958 su disposizione dello Stato Maggiore, si ricostituisce in seno al 1° Gruppo Tattico Paracadutisti una Batteria di Artiglieria da Campagna Paracadutisti. Il 1° giugno 1963 la Batteria diviene Gruppo su due batterie obici e Reparto Comando di Gruppo e, il 16 dicembre 1966, riceve in custodia la Bandiera di Guerra del 185° Reggimento. Dal 1° ottobre 1975 riprende la numerazione del Reggimento divenendo 185° Gruppo Artiglieria da Campagna Paracadutisti "Viterbo" ed il 2 dicembre del 1975 costituisce la 3^batteria obici del gruppo passando a contare quattro batterie con 18 pezzi.

L' 8 settembre del 1992 il gruppo si riarticola in 1° Gruppo Artiglieria Paracadutisti entrando nel ricostituito 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti Folgore. Alrientro dal ciclo operativo balcanico dell'inverno 1999-2000, nel quadro della riconfigurazione in unità per l'acquisizione obiettivi, il 31 agosto 2000 viene sciolta la Batteria Stinger e la Batteria tiro e supporto tecnico ed il reggimento assume la denominazione di 185° Reggimento Artiglieria Terrestre (Paracadutisti Acquisizione Obiettivi) Folgore. Il 1° Gruppo Acquisizione Obiettivi allinea tre batterie di acquisitori che dal luglio 2003 sono affiancate dalla 4^ batteria LRRP (Long Range Reconnaissance Patrol).

Dal 2004, in virtù dei nuovi compiti, muta la denominazione in 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi Folgore.

Operatività e composizione attuale

L'attività in teatro d'operazione del 185° nel dopoguerra inizia con la prima nel 1982: una batteria di formazione del Gruppo partecipa alla Missione in Libano.

Nel 1991, nell'ambito della Missione Airone, il Gruppo concorre alla costituzione del Gruppo Tattico Paracadutisti inviando suo personale in Iraq. Il 185° sarà poi impegnato nell'operazione "Vespri Siciliani" e subito dopo segue il ciclo operativo della Somalia mantenendo sempre una batteria mortai presente nell'organico del contingente.

Dopo la Somalia il Reggimento sarà impegnato in Bosnia e in Afghanistan nelle Task Force "NIBBIO" e "NIBBIO 2", avvicendatasi alla metà del giugno 2003 dove verrà rapidamente shierato in Iraq nell'operazione Antica Babilonia. Nel 2009 è stato schierato nuovamente in Afghanistan a supporto del contingente ITALFOR XX.

Questa la composizione attuale del reggimento:

Batteria comando e supporti logistici "LEONI"

1° Gruppo Acquisizione Obiettivi (G.A.O.) così composto:

         - Batteria Acqusizione Obiettivii "DRAGHI" - Ambiente artico e alpino

         - Batteria Acqusizione Obiettivii "AQUILE" - Ambiente desertico

         - Batteria Acqusizione Obiettivii "DIAVOLI" - Ambiente continentale

         - Batteria LRRP - Pattugliamento e ricognizione a luingo raggio

Il motto del reggimento è "COME FOLGORE SEMPRE E OVUNQUE"

Onoreficenze

 Medaglia d'oro alla bandiera

«Reggimento paracadutisti della gloriosa Divisione “Folgore”, in unione alle aliquote divisionali ad esso assegnate, per tre mesi, senza soste, si prodigò valorosamente in numerose azioni offensive e difensive stroncando sempre l’impetuosa avanzata del nemico enormemente superiore per numero e per mezzi. Nell’epica battaglia di El Alamein, stremato per le perdite subite, cessato ogni rifornimento di acqua, viveri e munizioni, con la fede che solo il più sublime amor di Patria può generare, respingeva sdegnosamente, al grido di "Folgore" ripetuti inviti alla resa, dimostrando in tal modo che la superiorità dei mezzi poteva soverchiare i paracadutisti d’Italia, piegarli mai. Attraverso innumerevoli episodi d’eroismo collettivi ed individuali, protraeva la resistenza tino al totale esaurimento di ogni mezzo di lotta imponendosi al rispetto ed all’ammirazione dello stesso nemico, scrivendo così una delle pagine più fulgide di valore per l’Esercito italiano.»

— Africa settentrionale, 23 ottobre - 6 novembre 1942